
Quasi un anno e' passato da quando, una domenica pomeriggio, nel parco di Villa Angeletti, facevamo uno spuntino e chiacchieravamo a una panchina e guardavamo quegli umarell felici prendersi cura dei loro orti.
Allora venne fuori - fu Antonio a dirlo, se non sbaglio - che ormai tutti i residenti potevano far domanda per l'assegnazione di un orto. E da li' giu' a fantasticare su come sarebbe stato coltivare un pezzetto di terra assieme agli amici.
Poi la compilazione della domanda sul sito del comune e a parlarne con tutti come di una meravigliosa scoperta.
Un bel giorno infine, l'8 di marzo, la telefonata che confermava l'assegnazione, in via Salgari, al Pilastro. Ricordo la febbrile eccitazione di quei momenti, le telefonate agli altri che avevano fatto domanda e la gioia nel sentire che anch'essi avevano ricevuto la stessa comunicazione....
Poi di corsa a contattare l'associazione per sbrigare le formalita' previste e il tanto agognato sopralluogo per scegliere l'orto fra quelli liberi. Gli sguardi, tra il curioso e l'infastidito, degli umarell che dopo un primo approccio un po' diffidente si sono prodigati di consigli (anche troppi).....
E ancora sopralluoghi, insieme agli altri, dopo la scelta degli orti per chiederci: "da che parte si comincia?" E le ricerche - sui libri, su internet - le domande a genitori, amici e umarells vari per avere un'idea di come e da dove cominciare; la scelta e l'acquisto di strumenti e materiali, la raccolta delle canne (non-vurp)....
Lo scoprire quanto dura e bassa possa essere la terra, quanto ostinata la gramigna, ma anche quanta gioia da' il veder crescere una piantina che viene fuori da un piccolo seme e il sapore dei frutti che produce....
...Dopo aver finalmente vangato e cercato di rendere quella terra d'argilla dura e compatta adatta ad ospitare semi e piantine e' stato tutto uno sbizzarrirsi di coltivazioni: fave, piselli, pomodori, peperoni, fragole, zucche e zucchine, patate, insalate, fagiolini, taccole, radicchi, finocchi, cime di rapa, broccoli, cavole, bietole, prezzemolo.....
Ora tutto giace sotto piu' di mezzo metro di neve; tutto sembra immobile, dormiente. Eppure la vita continua sotto la neve e sotto terra: i lombrichi ed altri piccoli esseri continuano la loro attivita', rendono la terra fertile, pronta ad accogliere i semi grazie ai quali tutto ricomincia. E i batteri nella compostiera (per ora all'aperto) pur rallentati dal freddo intenso, trasformano i resti di finocchi, radicchi, cavoli, pomodori, cime di rapa ed insalate in compost da utilizzare per un nuovo ciclo vitale.
'tutto sembra immobile e dormiente'...il letargo delle attività all'orto...ma cominciano a spuntare foglioline di post sul blog!
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